SENZA LATTOSIO | Le mie vacanze di Natale con LactoJoy

È un po’ che non vi aggiorno sulla situazione intolleranze e allergie. Anzi, è un po’ che non vi aggiorno in generale! Il mese di Dicembre è stato intenso e pieno di viaggi: tre Paesi europei, sei città italiane, valigie sempre pronte per andare a scoprire posti nuovi o a ritrovare vecchi amici. Nel giro di due settimane sono passata dal mangiare gelato a 25 gradi alla polenta a -12.

I viaggi per me sono sempre un’ottima occasione per fare il punto sulle mie intolleranze alimentari. Dovendo mangiare fuori praticamente sempre, devo stare attenta a dosare soprattutto la quantità di nichel che ingerisco giorno dopo giorno. Il prezzo da pagare se mi distraggo è cominciare a stare male anche con alimenti che normalmente non mi danno fastidio, tipo il lievito.

Devo dire che finalmente, dopo anni di tentativi, mi sembra di aver trovato il mio equilibrio. La prova è stata che in queste vacanze sono riuscita a concedermi più vizi del solito e a non avere nessuna reazione strana. Niente pelle a pois, niente dolori di pancia, nessun gonfiore o malessere sospetto.

Posso dire finalmente di aver trovato la mia formula magica per il benessere? Fino al prossimo cambio di carte in tavola, sì. E ho scelto di vivere questo periodo con gratitudine invece che con l’ansia di ciò che sarà. Ed è con gratitudine e meraviglia che oggi voglio portarvi con me attraverso le mie vacanze natalizie itineranti. Famiglia, amici, natura e tanto cibo senza glutine.

15 Dicembre: L’Islanda d’Africa: benvenuti a Lanzarote

Ho prenotato senza sapere cosa aspettarmi. Ho prenotato guardando solo il meteo (sole e venti gradi? yeah!) e senza aver mai visto una foto di Lanzarote. Sono cresciuta vicino al mare, facendo il bagno da Marzo a Novembre. Dopo quattro mesi immersa nelle nebbie di Avalon avevo bisogno di sole e vento sulla pelle nuda. E li ho trovati, ma ho scoperto molto di più.

Lanzarote è l’isola più a nord delle Canarie. È un pezzo di luna precipitato in mezzo all’Atlantico, baciato dal sole e spettinato dal vento. Anzi, poco spettinato visto che non ci sono quasi alberi, ma solo piccoli cespugli verdissimi incastonati nella terra nera.

Se fate base a Puerto del Carmen o a Costa Teguise, Lanzarote è una vacanza in sontuosi hotel all inclusive, a misura di famiglia e di gruppi di amici festaioli. Ha spiagge di sabbia ampie, hotel con piscine, discoteche, ristoranti. Ma oltre la costa est Lanzarote diventa selvaggia, e soprattutto vuota. Mi ha ricordato tantissimo l’Islanda, con paesaggi neri e vulcanici e un cielo che cambia colore ogni secondo.

Noi abbiamo scelto di alloggiare a sud, vicino alle spiagge della Costa del Rubicòn che sono tra le chicche dell’isola. A parte un giorno però, abbiamo scelto di stare prevalentemente nella costa ovest. Le spiagge nere erano deserte, a parte qualche raduno di surfisti e i locali che facevano picnic nascosti dietro le dune.

Abbiamo mangiato benissimo ovunque. Prevalentemente pesce fresco, che a Londra manca come il sole. Dedicherò un post a parte al senza glutine a Lanzarote, ma sappiate che sono tutti abbastanza informati sulla celiachia. Se vi portate due crackers potete mangiare ovunque. Le cittadine principali (come Costa Teguise, Puerto del Carme e la fricchettona Playa Blanca) hanno vari ristoranti con menù senza glutine. La presenza di turisti olandesi e inglesi si percepisce dall’offerta culinaria: tanto sushi, cibo indiano e messicano. E ovviamente pasta e pizza, immancabili in tutti i ristoranti internazionali. Con quel gusto particolare che hanno all’estero, che sa d’Italia ma solo alla lontana e che per me ormai è casa quanto il cibo italiano vero.

Ho mangiato ottime tortillas e paella come se piovesse. Mi sono riempita lo stomaco e il cuore.

Pane senza glutine e tapas a Lanzarote

Mangiare senza glutine a Lanzarote:

Playa Blanca: Isla Bonita (paella, pasta, pizza e tapas deliziose servite con pane senza glutine)
Playa Blanca: La Cantina Mexicana (tortillas messicane di solo mais, per i celiaci stanno attentissimi alla contaminazione)
Costa Teguise: Antiu Xixona (gelateria con gusti senza glutine, presi rigorosamente con palette diverse)

22 Dicembre: Tra Milano e Brescia, dove i blog diventano realtà

Quattro ore di aereo e si torna all’inverno. Ma ne vale la pena se di là dalle porte della stazione ci trovo Maria. Lei è stata la mia prima amica di blog, di quando ancora un blog non lo avevo ma stavo pensando di aprirlo. Mi ha mostrato la sua Brescia e ha condiviso con me la frustrazione del cercare un cappello con le orecchie, unico desiderio natalizio espresso da mia madre negli ultimi dieci anni. Mi ha preparato la sua carrot cake cheesecake, che è davvero buona come sembra.

No, forse un po’ di più.

Il giorno dopo ci siamo trovate a Milano con Roberta, Natalia e Arianna. Abbiamo parlato talmente tanto che non ci siamo fatte una foto assieme.

Credo che loro quattro siano state il regalo di Natale più bello. Sono esattamente come sembrano -alla mano, simpatiche e piene di energia. Se oggi sono arrivata dove sono è grazie a persone come loro. A quelle amicizie che nascono per affinità di spirito e non per vicinanza geografica. Sono stata felicissima di rubare un paio di giorni alla famiglia per coltivare piantine altrettanto importanti.

i biscotti senza glutine di Dolci per Intolleranti

Ristoranti Senza Glutine a Brescia:

Brescia: Mauri’s Hamburgheria
Brescia: MangiaRè
Brescia: Papilla, per dolci e colazioni
Milano: Beato Te, hanno solo la pizza e va prenotata in anticipo

25 Dicembre: chi ha detto panettone senza glutine e lattosio?

Ho festeggiato il Natale per tre giorni di fila in tre città diverse. Ah, le gioie della famiglia numerosa 😀 a farmi compagnia, i biscotti e il panettone di Dolci per Intolleranti, un laboratorio senza glutine artigianale di Trani che spedisce in tutta Italia. Inutile che vi dica che la differenza rispetto a un panettone industriale si sente e come.

Ci sono poche cose che mi sono mancate negli anni essendo celiaca. Una di queste era mangiare i dolci tradizionali natalizi. Quest’anno mi sono un po’ commossa a pensare che avevo addirittura il mio panettone artigianale senza glutine e senza lattosio. Era qualcosa che da bambina non riuscivo nemmeno a sognare.

27 Dicembre: Hai detto freddo? Il ritorno in Alto Adige

Ricordo che l’inverno scorso non nevicava mai. Ricordo di essere andata a Siusi a febbraio e aver trovato solo qualche chiazza di neve qua e là. Quest’anno invece l’Alto Adige è una cartolina gelata in cui mi sono persa negli ultimi giorni dell’anno.

Se c’è un posto in Italia in cui potrei vivere, è l’Alto Adige. C’è qualcosa nel modo in cui gli altoatesini vivono a ritmo con la natura che mi affascina. Ho sempre pensato che sia da questo contatto ravvicinato che nasce la loro efficienza tanto quanto il loro carattere burbero.

Ho camminato per ore a meno dodici, su sentieri che conosco come le mie tasche. Ho cantato canzoni popolari nelle stube senza sapere le parole, ma si sa che un genau! ben piazzato basta per sentirsi parte della comitiva. E ho guardato un torneo di hockey sul ghiaccio, nell’unica regione in cui si sfugge dalla presenza sempiterna del calcio.

Mangiare senza glutine in Alto Adige non è mai un problema. Sarà che quasi tutti i rifugi hanno la polenta, sarà che sono tanti gli hotel che fanno servizio senza glutine e sono aperti, come bar o ristorante, anche agli esterni.

Per la prima volta dopo anni ho riassaggiato la panna montata artigianale, e a momenti mi commuovevo.

Merenda senza glutine al Drumlerhof di Campo Tures

Hotel e ristoranti senza glutine in Alto Adige:

Campo Tures: Hotel Drumlerhof (con bar esterno che offre strudel senza glutine fatto a mano)
Siusi: Hotel Villa Madonna (fa anche ristorante ma non bar)
Bolzano: Walther’s (tipica cucina altoatesina senza glutine)
Merano: Antsiz Plantitscherhof (hotel gourmet con opzioni senza glutine)
Brunico: Hotel Petrus (buoni sia pizza che primi altoatesini)

31 Dicembre: Dall’Inverno alla Primavera

L’ultimo giorno dell’anno è iniziato salutando mia sorella per un bel po’. La rivedrò forse quest’estate, probabilmente a Natale prossimo. Consapevole che di lì a pochi giorni lei mi avrebbe inviato foto dell’estate sudamericana mentre io rabbrividivo a Londra, ho preso famiglia e macchina per passare una giornata al Lago di Garda.

Il contrasto tra il clima altoatesino e quello primaverile del lago è stato un regalo inaspettato. Ho passeggiato senza giacca un’altra volta, prima di sprofondare nella sciarpa per altri quattro mesi. Riva del Garda ha accolto noi e pochi altri turisti con un crepuscolo frizzante e le luci dei mercatini di Natale.

Vin brûlé e polenta sono stati l’ultimo pasto dell’anno mentre salutavo il sole. Tempo di salire di nuovo in macchina, verso altri lidi.

L’1 Gennaio è di fronte al mare, da sempre.

L’anno scorso era Sydney. L’anno prima Chiemsee. E prima ancora Dubai, Siviglia, il Mare del Nord. Quest’anno sono tornata sul mio Mar Adriatico, di cui è composto il 70% liquido del mio corpo. Ci ho immerso i piedi, le dita e il naso come li avevo immersi nella neve la mattina prima.

Seduta al tavolo del nostro solito ristorante a Pesaro ho finito di caricare le batterie. Era tempo di salutare i due ambienti -il mare e la montagna- che cerco di scorgere dentro ogni lago o collina inglese.

Era tempo di tornare a casa.

In queste settimane ho tenuto in borsa con me LactoJoy, pastiglie di lattasi vegan e senza glutine. Grazie a LactoJoy sono riuscita ad assaggiare di nuovo la panna montata fresca e la mozzarella di bufala. Devo ammettere di essere stata scettica riguardo alle lattasi per molti anni, ma provandole sono rimasta soddisfatta.

La lattasi è l’enzima che digerisce il lattosio, quella che scarseggia negli intestini degli intolleranti. Prendendo le pastiglie si permette al corpo di digerire il lattosio senza spiacevoli effetti collaterali. Basta prendere una o due pastiglie di LactoJoy -a seconda della propria sensibilità e della quantità di lattosio che si andrà ad ingerire- mezz’ora prima del pasto.

Io ho provato a usarle anche alcuni giorni di fila e ho notato che digerivo senza problemi. Nella vita quotidiana scelgo comunque di non consumare latticini, tranne lo yogurt che tollero bene. Sono contenta però di poter uscire a pranzo o a cena senza preoccuparmi di dover chiedere piatti senza lattosio, o di concedermi un pezzo di formaggio ogni tanto.

E alla vita quotidiana ci sono tornata da ormai quattro settimane. Londra è battuta da un vento gelido, ma ci ha regalato anche qualche giornata di sole. Non ho viaggi in programma -una bella novità per me!- ma tanti ospiti che verranno a riempire la mia casa londinese.

Le vacanze sono lontane, ma ne sento ancora tutto il calore.

2 thoughts on “SENZA LATTOSIO | Le mie vacanze di Natale con LactoJoy

  1. Questo diario di viaggio è così ben realizzato che mi è sembrato di essere con te a visitare questi luoghi meravigliosi Elisa!

    1. Ma grazie Silvia! Chissà che prima o poi non riesca a raccontare anche del nostro incontro! 🙂

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