EXPAT | Essere un’italiana (sola) all’estero ai tempi del Coronavirus

Butto i noodles di riso thailandesi –reisnudeln secondo l’etichetta tedesca, venduti all’equivalente di tre euro per 250 grammi al Ramstore Mall- nel latte di cocco bollente.

Il computer è aperto sulle pagine live di The Guardian e Le Monde con cui monitoro il diffondersi del COVID-19 dalla mia casa di Skopje. La febbre che ho da qualche giorno è finalmente scesa a 38 e festeggio con una zuppa di noodles, che ha un costo proibitivo in una città in cui lo stipendio medio è di 250 euro al mese.

Sono arrivata a Skopje da meno di un mese. Ho lasciato Londra, la città che sento casa, il campo base da cui partono le mie spedizioni più o meno lunghe ad esplorare il resto del mondo, con un Eurostar direzione Parigi in un mattino grigio ferro di gennaio 2020. Read more